5. Proprietà della fertilità chimica
I cambiamenti della natura chimica nei suoli sottoposti al trattamento della ricostituzione possono intervenire in modo mirato a seconda degli obiettivi di miglioramento fondiario in quanto, applicando la nostra pedotecnica, possono essere generati suoli con caratteristiche specifiche.
Esistono comunque delle caratteristiche generali che vengono migliorate nei trattamenti di ricostituzione dei suoli.
I suoli ricostituiti posseggono, grazie allo specifico trattamento chimico-meccanico, un’elevata dotazione di sostanza organica con carattere di stabilità e resistenza alla mineralizzazione dovuto sia alla conformazione strutturale con la frazione minerale sia al rapporto stechiometrico con l’azoto e il fosforo.
Il carbonio organico nei suoli ricostituiti risulta ottimale con concentrazioni dai 30 g/kg (3%) ai 60 g/kg (6%); possono, grazie al trattamento, arrivare a dotazioni tipiche degli Histosuoli (10 – 12%) per realizzare condizioni specifiche di ripristino soprattutto nel campo forestale.
Uno dei peculiari aspetti della ricostituzione dei suoli riguarda l’alta efficienza dell’umificazione della sostanza organica. Il processo, realizza aggregati di suolo nei quali la componente evolve verso la sua stabilizzazione ottenendo, nel corso del tempo, un’elevata concentrazione di acidi umici e fulvici: la dotazione di questa importante frazione risulta, per gli acidi umici, quattro volte superiore ai suoli agricoli comuni e del doppio per quanto riguarda gli acidi fulvici.
La preziosa componente organica si manifesta migliorando i terreni sotto l’aspetto fisico, chimico, microbiologico e nutrizionale per le colture.
Il rapporto tra acidi umici e fulvici nei suoli ricostituiti è sempre maggiore di 1, inquadrando i terreni prodotti come dotati di un’eccellente fertilità.
L’incremento di sostanza organica nei suoli e, soprattutto, l’alta formazione di acidi umici e fulvici, comporta un innalzamento della capacità di scambio cationico, parametro che influenza, soprattutto, la proprietà di trattenere gli elementi scambiabili e renderli disponibili alla soluzione circolante.
Il trattamento di ricostituzione incrementa i siti delle basi di scambio portando ad un aumento della riserva di cationi scambiabili quali: Potassio, Calcio, Magnesio e il catione ammonio.
In conseguenza dell’incremento della capacità di scambio si ha un aumento della capacità tampone del terreno.
La dotazione dei microelementi è soprattutto determinata dalle attività di fertilizzazione e quindi dalla gestione agronomia dei terreni; nei suoli ricostituiti vengono a realizzarsi delle condizioni grazie alle quali i macro e microelementi vengono maggiormente trattenuti nel suolo grazie alla minore lisciviazione, alla maggiore capacità di assorbimento degli elementi nutritivi e di assorbimento della soluzione circolante dei suolo.
Nei terreni prodotti dal trattamento di ricostituzione sono presenti le migliori condizioni per l’ottimizzazione della fertilizzazione minimizzando la perdita degli elementi nutritivi.
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