
4. Proprietà della fertilità fisica
La pedotecnologia di Ecosistemi agisce profondamente sui caratteri fisici dei terreni migliorando le proprietà fondamentali da cui dipende la fertilità e la produttività dei suoli agrari e forestali. Dai caratteri fisici dei suoli – sui quali agisce la ricostituzione – dipendono aspetti relativi ai costi dell’irrigazione, delle lavorazioni agrarie, della disponibilità dei nutrienti e della funzionalità biologica.
I suoli ricostituiti posseggono un’alta capacità termica, questa caratteristica – dovuta ad una migliore struttura, porosità, ritenzione idrica e contenuto di sostanza organica – garantisce minori sbalzi di temperatura giornaliera e stagionale nei suoli. Questa proprietà incide favorevolmente su numerosi fattori agronomici quali: incremento della disponibilità dei nutrienti alle radici, maggior diffusione dell’apparato radicale, prolungamento dell’attività biologica ed enzimatica, mitigazione degli sbalzi delle temperature negli strati interessati alla maggiore attività rizosferica.
In laboratorio, nelle parcelle sperimentali e nei terreni delle opere eseguite con i diversi metodi di ricostituzione, è stata riscontrata – con netta evidenza – una ritenzione idrica maggiore.
Con la ricostituzione viene aumentata la capacità di campo, l’acqua disponibile nei suoli e viene allontanato il punto di appassimento. Una diretta influenza agronomica risulta quella di un minor consumo d’acqua per le opere irrigue ed un maggiore risparmio della preziosa risorsa idrica.
I suoli ricostituiti, in seguito al trattamento subìto posseggono un minore peso specifico rispetto a quello del terreno originario. Da questa migliorata proprietà conseguono una serie di caratteristiche di particolare interesse agrario quali: maggiore porosità, maggiore permeabilità all’aria e all’acqua, minori ristagni idrici in campo e migliore lavorabilità: proprietà fondamentali per la migliore gestione dei terreni e la maggiore produttività agraria.
La ricostituzione produce uno stato di aggregazione ottimale nei suoli: converte terre massive o incoerenti in suoli strutturati; terreni a struttura poliedrico angolare in granulari e grumosi. Grazie alla migliore condizione strutturale, i suoli ricostituiti posseggono proprietà di fertilità fisica, chimica e biologica decisamente migliori dei terreni originari.
La tecnologia applicata mediante lo specifico criterio meccanico, reologico e chimico realizza la conformazione che risulta la migliore sotto l’aspetto della fertilità fisica.
Il trattamento della ricostituzione porta ad riequilibrato rapporto tra la sostanza organica e la frazione minerale negli aggregati.
A seconda della tessitura dei suoli da ricostituire vengono progettati specifici trattamenti e dosaggi con differenti apporti di matrici organiche sapriche, hemiche e fibriche: questa impostazione conduce ad inclusioni negli aggregati minerali inducendo proprietà reologiche e leganti che migliorano la struttura anche nei suoli incoerenti (suoli sabbiosi) e massivi (suoli argillosi). A tali processi sono associate specifiche evoluzioni della sostanza organica che, con l’umificazione, porta alla stabilizzazione dell’aggregazione con la conseguente riduzione dell’erosione e della compattazione.
L’incrostamento dei suoli causa la riduzione della produttività: la formazione di croste superficiali impedisce o rende difficoltosa l’emersione delle piante dal suolo dopo la germinazione e riduce la permeabilità superficiale. Le conseguenze di tali caratteristiche, tipiche dei suoli limosi e carenti di sostanza organica, sono: riduzione della produzione; gestione difficoltosa delle lavorazioni del suolo; forte incremento dell’erosività per l’elevata velocità e forza di scorrimento delle acque; impermeabilizzazione superficiale dei suoli, asfissia delle radici.
La ricostituzione, soprattutto nella forma del trattamento in situ attivo dal 2024, è in grado di risolvere questa limitazione agronomica.
La ricomposizione della struttura dei suoli degradati effettuata dalla ricostituzione, l’accurata scelta delle strutture organiche per la formazione dei nuovi aggregati di suolo, porta all’aumento della permeabilità superficiale convertendo classi molto basse ad alte con conseguenze molto favorevoli sotto l’aspetto agronomico quali: incremento della velocità d’infiltrazione dell’acqua; aumento dell’acqua disponibile; riduzione, annullamento, dell’erosione superficiale; riduzione, annullamento dei ristagni idrici; ottimizzazione ed incremento dell’attitudine dei suoli all’irrigazione; risparmio della risorsa idrica; riduzione annullamento della crosta calcarea.
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