L'intervento, dal titolo “Sediments accumulations in dams, part II: Dredging sediments can become raw materials to produce news soils through reconstitution field trials” illustra le fasi di ricerca e i risultati ottenuti dal laboratorio Ecosistemi nel trattamento di conversione dei sedimenti e dei fanghi di dragaggio in antroposuoli
Una delle potenziali cause dovute a disastri alluvionali possono essere rappresentate dalla ridotta capacità di accumulo da parte delle dighe a causa del loro progressivo interramento: l’accumulo dei sedimenti all’interno di questi invasi riduce i volumi di stoccaggio delle acque e quindi una forte perdita delle potenziali capacità di accumulo. La necessità di ripristinare i volumi originari è fondamentale sia per garantire la sicurezza del territorio dai grandi volumi d’acqua che intervengono durante eventi piovosi intensi ed improvvisi, sia per la conservazione della risorsa idrica ad uso potabile, irriguo ed energetico.

Si profila pertanto la necessità di individuare delle virtuose destinazioni dei sedimenti accumulati nel corso degli anni nelle dighe edificate soprattutto nel secolo passato.
L’intervento presentato nelle giornate di Imola illustra una parte delle ricerche condotte da Ecosistemi nello studio scientifico sul recupero dei sedimenti delle dighe, fanghi di dragaggio, per cui la nostra società è decisamente all’avanguardia a livello europeo.

Questo intervento ben si inserisce nella tematica affrontata dal convegno in quanto, oltre a delineare i principi della sperimentazione e i risultati raggiunti, dimostra come la tecnologia della ricostituzione possa rappresentare una tecnologia virtuosa per il recupero dei sedimenti, il loro trattamento, la loro asportazione dagli invasi e il riutilizzo di questi fanghi per la realizzazione di interventi di tipo ambientale e agro-forestale non realizzabili senza l’applicazione del metodo sperimentato e applicato da Ecosistemi.


