L'intervento: “First experiments of soil remediation using a new in situ reconstitution technology”, affronta un nuovo metodo di ricostituzione applicato alla bonifica dei suoli interessati alla copertura dei sedimenti depositati dall'evento alluvionale
A distanza da un anno dagli alluvionali che hanno interessato in particolare l’Emilia-Romagna e la Toscana, risulta molto incerto quantificare l’impatto sul comparto agro-forestale e sul tessuto economico ad esso connesso, poiché un riscontro di tali effetti si potrà avere solo nel medio e lungo periodo. L’impatto delle piogge intense e persistenti profondamente inciso sulle formazioni geopedologiche collinari e montane più vulnerabili all’erosione : i materiali trasportati dalle esondazioni dei corsi d’acqua hanno ricoperto i suoli agrari con una coltre limosa di diverso spessore.

Scopo delle giornate di Imola è quello di fare il punto sullo stato delle conoscenze sull’impatto delle frane e dei movimenti di terra dei versanti appenninici, sugli effetti degli eventi alluvionali in pianura.
Su sollecitazione dell’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali (UNCAI), dell’Associazione Italiana Foraggi Essiccati (AIFE), dell’ Associazione Provinciale Imprese Agricole Meccanico-Agricole-Industriali (APIMAI) di Ravenna, della Società Cooperativa Agricola Agrintesa, l’Accademia Nazionale di Agricoltura espone le diverse proposte per un corretto intervento di ripristino e di bonifica delle terre agricole maggiormente impattate dall’alluvione e per una valutazione oggettiva dei reali danni subiti dalle aziende agricole.
Un aspetto tecnico particolarmente sentito riguarda la perdita di produttività che il suolo agricolo originario può subire se banalmente rimescolato con i sedimenti di copertura, provocando squilibri sia fisici che chimici.
Tra i vari argomenti legati agli eventi alluvionali il sentito tema del ripristino delle superfici agricole danneggiate è stato esposto l’intervento del Dott. Paolo Manfredi sui risultati ottenuti dalla sperimentazione di un nuovo metodo di trattamento dei suoli finalizzato al loro ripristino. Questo approccio tecnologico risulta essere, al momento, l’unico che dimostra una seria fattibilità scientifica, agronomica ed economica.


