In base alla nuova Direttiva UE 2025/2360 i laboratori di analisi di mcm Ecosistemi, unitamente ai settori di pedotecnologia e di ricerca, hanno dato inizio al campionamento di numerose tipologie di suoli agrari, ricostituiti e tecnosuoli per una serie di indagini analitiche finalizzate all’armonizzazione delle metodiche analitiche sulla determinazione delle differenti forme di sostanza organica nel suolo. 
I laboratori di mcm Ecosistemi stanno impegnandosi in un’intensa attività analitica sulle diverse tipologie di analisi atte a descrivere lo stato del carbonio organico dei suoli.

Nel suolo esistono tre frazioni di SOC (Soil Organic Carbon) significative dal punto di vista biologico, fisico e chimico: particolato (POC – Partculate organic carbon) o (POM– Partculate organic matter) , humus o carbonio organico associato ai minerali o MAOM e resistente (ROC). POC – POM e MAOC – MAOM differiscono nei meccanismi di formazione, nelle funzioni e nei tempi di ricambio nei terreni e possono essere considerate rispettivamente frazioni del carbonio organico nei suoli “non protette” e “protette”. Il POC (POC) deriva principalmente da frammenti vegetali parzialmente decomposti: ha dimensioni comprese tra 0.05 e 2 mm e, laddove non è occluso in aggregati, ha un tempo di residenza relativamente breve (da anni a decenni) e può essere facilmente decomposto in condizioni ambientali adeguate. Il MAOC (MAOM) deriva principalmente da sottoprodotti microbici, è strettamente legato ai minerali o occluso in piccoli microaggregati (< 53 µm) e ha un tempo di residenza medio più lungo rispetto al POC (POM) nel suolo (da decenni a secoli); è meno biodisponibile del POC. Il MAOC contribuisce all’immagazzinamento e al rilascio di nutrienti (capacità di scambio cationico) e alla stabilità strutturale del terreno.

Il POC (POM) è considerato un indicatore chiave della fertilità del suolo, ha un ciclo più rapido del MAOC (MAOM) ed è quindi più vulnerabile ai disturbi. Al contrario, il MAOC può essere utilizzato per valutare la capacità di promuovere il sequestro del carbonio organico nel suolo e mitigare la CO2 atmosferica.
La sostanza organica disciolta (DOM) è definita come la frazione di sostanza organica in soluzione che passa attraverso un filtro da 0.45 μm. La DOM, essendo la frazione di materia organica più mobile e attivamente ciclica, influenza uno spettro di processi biogeochimici negli ambienti acquatici e terrestri. Il DOC è il substrato più importante per i microrganismi e rappresenta una forma labile di carbonio che si rinnova rapidamente nei suoli.
Le attività di caratterizzazione dei suoli sotto il profilo ambientale e agronomico svolte dai laboratori mcm Ecosistemi, unitamente alle opere di pedotecnologia realizzate dall’azienda per la rigenerazione dei suoli, richiedono l’eccellenza nella determinazione dei parametri di queste componenti della sostanza organica presente nel suolo. Sono uno strumento fondamentale sia per la diagnosi dello stato di salute del suolo e della sua evoluzione, sia per le attività di pedoingegneria e pedotecnica svolte dalla nostra Società per la rigenerazione tecnologia dei suoli sia per offrire ai propri Clienti uno strumento di valutazione più accurato per la diagnosi dello stato di salute dei terreni agrari e forestali.
A questo progetto sarà associata l’indagine con il nostro laboratorio di microscopia elettronica a scansione per le indagini strutturali della materia organica e della sua relazione con le componenti minerali del suolo.



