Convegno “L’agricoltura del post alluvione” organizzato dall’APIMAI (Associazione Provinciale Imprese Maccanico Agricole Industriali) e Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici Industriali.

Al convegno sono state presentati i risultati delle indagini analitiche e dagli studi effettuati sui campioni prelevati in differenti zone colpite dall’alluvione in Romagna; al convegno è intervenuto il Prof. Gilmo Vanello (Vicepresidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura) che ha illustrato le ricerche da lui condotte sulla permeabilità dei terreni colpiti dalla copertura dei sedimenti unitamente al Dott. Paolo Manfredi (Presidente di Ecosistemi) che ha esposto le mutate proprietà chimiche dei suoli delle zone coinvolte dal disastroso evento del maggio 2023.

https://it.wikipedia.org/wiki/Alluvione_dell%27Emilia-Romagna_del_2023

Dai rilievi effettuati nelle zone alluvionate delle terre di Romagna causate da esondazioni e straripamenti dei torrenti Lamone e Savio gran parte dei sedimenti di torbida presentano una tessitura limosa preponderante con un elevato contenuto in carbonati.
I depositi nelle aree coinvolte variano di spessore dai 15 ad oltre i 30 cm, soprattutto nelle aree morfologicamente depresse.
Questi sedimenti, allo stato asciutto, creano una crosta superficiale friabile in forme poligonali all’aumentare della temperatura esterna; allo stato umido formano una fanghiglia con capacità di drenaggio molto limitato con conseguenti ristagni idrici consistenti durante le forti piogge e nel caso di irrigazione.
I gravi danni all’agricoltura di queste zone sono dovuti allo stravolgimento della natura dei terreni sia sotto l’aspetto della fertilità fisica: scarsa permeabilità all’acqua, ristagni idrici superficiali, elevate formazioni di croste, difficoltà di lavorazione dei terreni, stravolgimento della struttura dei terreni e grandi difficoltà irrigue; sia sotto quella della fertilità chimica: forte incremento di calcare totale e attivo, forte riduzione della dotazione di fosforo disponibile ed ulteriore sua indisponibilità.
Questi aspetti, ed altri, difficilmente possono essere risolti senza l’intervento di opere di pedotecnica mirate ad accelerare la formazione di un suolo fertile agendo sugli aspetti dell’aggregazione dei suoli mediante specifici apporti di sostanza organica e di neoformazione di aggregati stabili di terreno.
Le condizioni illustrate dagli studi e dalle interpretazioni del Vice Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura Prof. Gilmo Vanello hanno configurato la gravità della situazione sotto il profilo pedologico ed agronomico mentre, nell’intervento congiunto del Dott. Manfredi è stato esposto l’approccio di intervento al fine di effettuare il ripristino della fertilità.

Interviste presenti nel collegamento:

Prof. Gilmo Vianello

Dott. Paolo Manfredi

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Locandina convegno



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