Presentato il lavoro svolto presso le serre dell'Università di Agraria sulla germinazione e la crescita del mais sulle terre ricostituite
Al convegno dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia “Agrometeorologia per nutrire il pianeta: acqua, aria, suolo, piante, animali” tenutosi a Trento (San Michel all’Adige) è stato presentato il lavoro svolto presso le serre dell’Università di Agraria sulla germinazione e la crescita del mais sulle terre ricostituite dal titolo: “Emergenza e sviluppo radicale in piante di Mais (Zea Mays L.) su suolo naturale e ricostituito”. Dal lavoro di studio è emersa la maggiore germinabilità e il più rapido sviluppo delle plantule e dell’apparato radicale nelle piante cresciute nei suoli ricostituiti

Per verificare e confrontare i migliori caratteri agronomici delle terre ricostituite (tesi B) rispetto ad un suolo naturale tendenzialmente degradato si è realizzata una prova in serra in cui sono state studiate la germinabilità, la % di emergenza giornaliera e totale e lo sviluppo radicale – peso (g), lunghezza (cm) – di una varietà di Zea mays a parità di condizioni ecologiche.
I dati ottenuti dallo studio confermano la maggior fertilità dei suoli ricostituiti, osservata anche in prove di campo dalle quali si sono ottenute maggiori produzioni di mais su suoli ricostituiti, con un risparmio idrico del 45%


